La sottilissima linea rossa 

Su quell’oceano Pacifico, che non è mai Pacifico, è stata tracciata una sottilissima linea rossa, oltre la quale, il Nord Corea e gli Stati Uniti potrebbero entrare in conflitto. Una linea rossa che si è affermata quando il Nord Corea ha dichiarato di voler effettuare nuovi test nucleari per esibire a tutto il mondo i suoi armamenti; fortificata alla conseguente risposta degli Stati Uniti, ovvero di intervenire nel caso in cui le intenzioni del leader coreano si realizzino. Una sorta di Guerra Fredda del ventunesimo secolo, perpetrata con provocatorie dimostrazioni di potere, aggressivi accenni di narcisismo e minacce del fatale termine dell’eterna pacifica pazienza, il cui protagonista non è altro che il fanatismo nazionalista, quel preoccupante sentimento che esalta la propria Nazione, esibendola come la migliore sulle altre, la cui cultura, che è perfetta, è l’unica possibile.

C’è Kim Jong-un che cerca di dimostrare che anche il suo Paese è provvisto di armamenti, di poter essere una potenza bellica che può paragonarsi con le altre, quelle storiche; di affermarsi come una minaccia a quell’occidente ”capitalista e colonialista”. C’è anche Trump, che ha deciso di superare quella politica isolazionistica, la quale ha caratterizzato le sue campagne politiche, per intraprendere quella interventista, ora non più solo interessato agli sviluppi del proprio Paese, ma anche a quelli mondiali, cercando di innestare le ramificazioni del proprio potere fra le vicende che attanagliano la situazione mondiale, così acquisendo la possibilità di deciderne gli esiti.

Vengono ignorati protocolli, leggi e principi per poter raggiungere quei determinati obiettivi: questo è ciò che accomuna il presidente statunitense Donald Trump e il leader nord coreano Kim Jong-un.

Intanto aleggia un senso di pericolo, di inquietudine: tutti temono che possa scoppiare una guerra, soprattutto la Cina, che sta cercando di prepararsi per potersi difendere tenacemente da una potenza nucleare e da un altro Paese che vorrebbe esserlo.

Viviana Rizzo

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