L’ultimo giorno dell’anno

Eccolo, è già arrivato il giorno in cui ognuno tira le somme dell’anno che sta terminando. È il giorno delle porte che si chiudono e di altre che se ne aprono, di rammentare le piccole gioie ottenute, i cambiamenti avvenuti nella propria vita, nella propria persona e cercare di eclissare la memoria delle tragedie con quale più positiva, che in fondo tutto va bene. Come lo scorso anno, mi giro e volgo il mio sguardo al passato e osservo attentamente tutti quei lunghi 12 mesi passati e mio accorgo di tutta la strada che ho compiuto, di quanto la mia vita sia cambiata in poco tempo: ho preso il diploma, ho cominciato l’università e ho trovato il lavoro che ho sempre sognato, sono già una pendolare incallita che se la prende con i mezzi ATAC e una giovane donna con il rossetto viola.

Piango ancora un po’ per le cose brutte, poco piacevoli che mi sono accadute ma è giusto non demordere e continuare a camminare, innalzando il capo e porre se stessi in posizione di dominanza rispetto ai propri demoni.

Quest’anno ho letto di meno, ma ho scritto e studiato di più. Ho imparato a creare le mie parole e non più rendere mie quelle di altri. Ho cercato di essere me stessa con tutta la sincerità che mi è possibile raccogliere nel fondo della mia anima.

Ho provato a indossare gli abiti della felicità e ho compreso che essere felici significa avere un obiettivo, uno scopo per il quale vivere e conga battere, significa sognare di essere proprie ciò che ci è troppo distante per poterlo sfiorare.

Come lo scorso anno, compilo i buoni propositi per l’anno che arriva e magari quest’anno riesco a finirlo il mio romanzo. Cancello i propositi rispettati quest’anno e gioisco un po’, orgogliosa per nulla di me stessa.
Vi auguro il migliore degli anni possibili e che tutti i vostri sogni si realizzino, finalmente.
Viviana Rizzo

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