Queste barriere alzate per il pane e questa gioventù ribelle: l’Italia post-voto

Razzismo, xenofobia, euroscetticismo: tali sono i termini spesi dalla stampa straniera e dalla cecità del perbenismo di chi non conosce la tragica situazione italiana, i timori e la fama di questi italiani, prede che scalpitano, odiano, gridano al vento perché se essi fossero conosciuti, si apprenderebbe da cui derivano quei risultati disarmanti, quella destra iraconda alla vetta e quel M5S infiammato che ne fa da spalla. Questo risultato è la somma della fame e della speranza degli italiani ed è il timore di compiere il razzismo, la xenofobia e l’euroscetticismo che dall’alto nulla si agita, che nulla si sta muovendo in Parlamento e dunque non si fa altro che attendere e riporre, a malincuore, la propria fiducia, in quei politici che non riescono a esser, almeno per un momento, canne al vento per il bene di una desolata Nazione.

1.Coalizione di Centro Destra: le barriere alzate per il pane 

Non è l’odio ad alzare i muri ma la fame; quell’intenso dolore, quella fitta che attanaglia lo stomaco che si esplica nella più sofferta disperazione. L’odio è la degenerazione di essa, è la strumentalizzazione perpetrata dai torpidi interessi. Chi afferma il contrario mente, oppure non sa vedere al dì là del suo buonismo becero. E quella destra capricciosa e infiammata da un’ipocrita ira lo sa bene e conosce il modo di utilizzarla ai propri fini: allora poggia sulle spalle dei reietti di questa società tutta la colpa del fallimento politico. Uno dei tanti capro espiatori con il quale lavarsi la coscienza perché è più facile incolpare altrui persona, tanto meglio se son stranieri, che riconoscere in se stessi la disonestà. In un’Italia divorata dal debito, dalla sofferenza, dalla disoccupazione che rende ciechi e sordi, proclamare l’odio è ciò che accumula voti, è ciò che innalza i muri ed erge i contrasti. Promettere l’impossibile è la realtà onirica di chi spera di scavalcare le montagne senza affaticarsi. E chi li ha votati è abbastanza affamato che spenda le proprie ultime forze, non per conseguire il cambiamento, ma a odiare.

2. Movimento 5 Stelle: la gioventù ribelle 
Luigi Di Maio e i suoi sono giovani arrabbiati e ribelli. Sono il ribollire di quell’età che s’affaccia tra l’adolescenza capricciosa e la tenacia della prima età adulta: sono quei ventenni italiani vessati dagli anziani con il loro rammentare dei bei tempi andati e della nullità del futuro in atto. È l’affermazione al cambiamento, aspirazione a qualcosa di nuovo nonostante l’ambiguità – che deriva da un’antipatia profonda, se non quasi odio, nei riguardi di quel bestiale establishment che tutti accusano senza sapere cosa sia realmente, che si tramuta in imbarazzante populismo per il dar ascolto al volere dell’analfabetismo funzionale di taluni – e l’ingenuità – che è il conseguire di quell’etica politica che non ha possibilità di esistenza e per il non essere mai stati a capo di un governo -. Chi li ha votati sono tutti coloro che s’aggrappano ancora all’ultimo respiro di speranza, che qualcosa cambi nonostante tutto, sono tutti coloro che sono alla ricerca dell’alternativa rispetto alla norma storica.

3. L’Italia post-voto: la politica desolazione 

Che desolazione questa politica italiana, costituita da incertezza e dubbio laddove si scorge la semplicità della risposta alla questione: il M5S è il primo partito in Italia, la coalizione di centro destra è la prima coalizione perciò essi hanno il dovere di trovare un accordo e salire al governo con furbo compromesso e tenace istinto di auto conservazione perché la politica è compromesso, mai è stata morale: tale caratteristica è solo un’utopia degli illusi ottimisti. Questo è quanto, questa è la risposta certa a un futile quesito la cui soluzione sta nell’obbligo di rispettare il volere di cittadini espresso mediante la votazione. E in virtù di tale principio che deve agire Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica, il quale sicuramente saprà ben ponderare la propria decisione e sceglierla con mite premura.

Ciò è cosa semplice ma arduo è compierla.



Viviana Rizzo

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