La buona politica: compromesso e accettazione della molteplicità 

La resistenza ideologica è l’ostacolo di natura più imponente che la costruzione di un governo possa mai affrontare. Se essa non decade, le conseguenze potrebbero essere politicamente catastrofiche con un governo vacante e caos socioeconomico perché la costituzione di un esecutivo che prevede diverse correnti diverrebbe complicata da affrontare e le fondamenta sarebbero precarie. Il compromesso, dunque, è un imperativo categorico nei confronti del popolo tutto: esso ha bisogno di un governo tenace a fronte delle complicanze emerse in quelli precedenti e quelle che si stanno costituendo ora. Inoltre, il compromesso ideologico diverrebbe accettazione della molteplicità perché molteplici caratteri si manifestano nella società ed essendo il politico voce del popolo al vertice deve considerare ciò.

Compromesso ideologico

Solitamente, com’è giusto che sia, si vanta la tenacia di un pensiero o di una formazione di concetti morali, soprattutto nella politica nella quella si reclama un’assoluta coerenza poiché ogni partito politico rappresenta una cornice ideologia esistente all’interno della società ed è una caratteristica che assicura maggiori voti e consenso. Essendo in Italia rara la condizione in cui si riesca a raggiunge il 50% + 1, perciò un unico partito ha assicurato il governo, la tenacia di pensiero deve far spazio al compromesso fintanto si raggiunga un accordo affinché due partiti, pur diversi, possano, in virtù della responsabilità nei confronti dei cittadini, governare e formare un Consiglio dei Ministri. Inoltre il compromesso ideologico al potere significa accettare la molteplicità all’interno della contemporanea civiltà. Che sia chiaro, però, compromesso non significa annichilire tutti i propositi o le fondamenta ideologiche di un intero partito, tantomeno agire incoerentemente rispetto a ciò che si è commesso in precedenza, perciò il M5S sbaglia a cercare un’alleanza con il PD, un partito da loro sempre accusato, che non potrebbe mai funzionare per i troppi dissidi interiori, inoltre il PD ha troppi contrasti interni perciò troppo precario per ritornare al governo.

Accettazione della molteplicità

La normalità, oggi, sta a significare molteplicità di caratteri e accettazione di essa. Non esiste un unico catetere dominante e anche quello più regressivo ha abbastanza tono da affermarsi. Un governo che sia ideologicamente proposto su un’unica linea avrà breve durata inoltre parlerebbe a solo una parte della società, non comprendendo o ignorandone un’altra: allora il concetto di democrazia decadrebbe. Inoltre, non è sempre detto che la maggioranza abbia ragione.

La politica deve essere anche liquida cioè deve adattarsi ai mutamenti sociali ma non evanescente, ovvero perdere il carattere di battaglia ideologica per il potere. È questo ciò che il centro-destra deve assolutamente comprendere ed è ciò che è virtù nel M5S, nonostante produca ambiguità.

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